Desk Research: Industria “4.0”e l’importanza dello Smart Service.

Da circa 4 anni a questa parte sentiamo in continuazione misure politiche, spot e offerte per traghettare la propria attività verso una nuova forma di economia e di gestione aziendale denominata “Industria 4.0”, ma ai più ancora non è chiaro cosa si intenda effettivamente con tale espressione. 

Il termine indica una tendenza alla automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business e aumentare la produttività e la qualità produttiva, attraverso il concetto di “Smart Factory” che a sua volta si articola in altri tre settori: “Smart Production”, “Smart Service”, e “Smart Energy”.

Giusto per essere chiari questo nuovo metodo venne nominato la prima volta “Industrie 4.0” da Henning Kagermann, Wolf-Dieter Lukas e Wolfgang Wahlster ispirato da un progetto del Governo Tedesco e utilizzato per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011. Fu concretizzato nel 2013 con lo scopo di riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali rendendola competitiva a livello globale.

Desk Research – Industria 4 0 e smart service

Perché ricorre allo “Smart Service” nella gestione aziendale

Lo “Smart Service” è l’insieme delle tecniche che permettono di integrare non solo i sistemi ma anche tutte le strutture che permettono in modo collaborativo, di integrare le aziende tra loro e con le strutture esterne. Inserire il sistema di Smart Factory all’interno della gestione aziendale oggi è fondamentale per l’esistenza dell’azienda stessa, in quanto a differenza delle teorie economiche produttive che si sono succedute nel corso della storia economica mondiale, la mancata applicazione di quella attuale ha una controindicazione molto pericolosa, infatti questa nuova metodologia di gestione (a differenza di tutte le altre) è anche supportata da normative e agevolazioni europee e mondiali, dove le normative se non applicate produrranno sanzioni importanti, e le agevolazioni se non intercettate renderanno i costi di gestione insostenibili, non permettendo di fatto la continuità aziendale.

Il cambiamento in industria 4.0 è un obbligo imposto da tutti i Governi

Nell’esporvi questo concetto a noi della Desk Research piace fare esempi concreti e comprensibili a tutti gli operatori aziendali, per questo nel prossimo articolo che pubblicheremo sul nostro blog, faremo tre esempi reali di come il cambiamento in “Industria 4.0” non dipenda dalla vostra volontà ma semplicemente da un obbligo imposto da tutti i Governi per standardizzare il metodi di produzione e di gestione, dove il libero mercato può esistere solo se tutti utilizzano le stesse regole e le stesse metodologie (non stiamo a disquisire se questo sia giusto o sbagliato, ne prendiamo solo atto). I tre esempi che andremo ad esporvi saranno, nel concreto, uno relativo alla normativa, uno alle agevolazioni e il terzo su una agevolazione supportata da normativa e le ricadute economiche che si avranno sia in positivo se rispettate, sia in negativo se non applicate ,nel proprio sistema aziendale: per il traghettamento” liberamente obbligatorio” verso il sistema di “Industria 4.0”.

Desk Research: il metodo con alta percentuale risolutiva.

Nel precedente articolo di questo blog abbiamo analizzato in via generale l’importanza dell’azione psicologica nella attività di recupero crediti e come la Desk Research abbia impostato il proprio metodo nell’espletare la propria attività anche e sopratutto in base ai riferimenti normativi in vigore. Questo intervento, invece, vuole essere più tecnico e illustrare non solo la metodologia ma anche il percorso che ci ha portato oggi ha utilizzare un differente approccio nella politica aziendale.

La nostra esperienza pluriennale, la esprimiamo per mezzo del metodo che ci porta a riconoscere la differenza sostanziale tra aziende in difficoltà per errata gestione e aziende in difficoltà per voluta cattiva gestione. Entrambi i casi, infatti, portano ad un’esposizione debitoria sempre importante, in relazione al fatturato delle stesse, ma i due casi presentano una differenza sostanziale: nel primo caso, troviamo debitori che hanno la volontà di onorare i propri debiti, cercando di uscire da uno stato di crisi aziendale, nonostante si riveli ostacolo difficile da superare; i secondi, invece, distraggono volontariamente somme dall’interno delle aziende per fini moralmente e legalmente deprecabili.

IL METODO

Il metodo acquisito ha dato il nome alla attività stessa, desk research, che letteralmente tradotto significa “ricerca a tavolino” e basa la sua storia nella “politicy analysis”, caratteristica fondante dell’intelligence americana oggi diventata CIA.
Tale metodo, riportato all’interno dell’espletamento del recupero crediti, permette di avere un’alta percentuale di risoluzione positiva, per mezzo di una calibrata analisi e ricerca di gestione del recupero del credito. Ne consegue un nostro approccio differente, rispetto alle politiche aziendali dei nostri competitor, i quali, preferiscono lavorare grossi pacchetti di pratiche rivolgendosi ad una vasta gamma di soggetti coinvolti (multinazionali, compagnie, cooperative) attraverso una lavorazione standardizzata e poco aderente al contesto di riferimento.

Noi della Desk Research, invece, abbiamo preferito indirizzare il nostro operato soprattutto verso il settore delle PMI ove , di fatto, si riscontrano per lo più i debitori intenzionati a risanare la propria posizione ma non in grado di organizzare un relativo piano di recupero.

Desk Research: il metodo con alta percentuale risolutiva

LA NOSTRA MISSION

Il nostro carattere operativo ci spinge a stabilire delle importanti convenzioni con associazioni di categoria come quella già in essere con CNA Regione Calabria, CNA Provincia di Catanzaro,

Noi della Desk Research pensiamo che il vero motore economico della Calabria sia costituito da tutti gli artigiani e imprenditori della Picola e Media Impresa. Perciò, avendo a cuore l’economia della nostra terra, abbiamo voluto favorire i soggetti convenzionati con CNA Calabria offrendo loro un servizio di supporto finalizzato alla risoluzione delle problematiche legate al recupero dei crediti insoluti.

Il valore della partnership tra noi della Desk Research e la CNA Calabria si tramuta in un effettivo vantaggio economico per gli affiliati che scelgono di avvalersi dei nostri servizi.

in virtù dell’esperienza maturata in questi anni di attività abbiamo appreso le giuste metodologie strumentali alla risoluzione delle problematiche legate al recupero dei crediti.

Prima di intraprendere l’attività di recupero crediti, Desk Reserch vanta una lunga storia nel campo della ristrutturazioni aziendali e tributarie di circa 40 anni iniziata nello studio del padre del titolare, la C.O.S.A. di Mazza Vincenzo ( Consulenza Organizzativa e Sistematizzazione Aziendale).

Recupero crediti e privacy: cosa stabilisce il GDPR

L’attività di recupero crediti può essere intrapresa direttamente dal creditore come pure, nel suo interesse, da terzi, quali società specializzate, come Desk Reserch, in possesso della licenza di cui all’art. 115 TULPS (Testo Unico della Legge di Pubblica Sicurezza).

CHI E’ REALMENTE AUTORIZZATO A FARE RECUPERO CREDITI?

Per esercitare l’attività di recupero crediti è necessario ottenere una licenza di pubblica sicurezza, presentando una dichiarazione di inizio attività presso la Questura territorialmente competente, dimostrando di possedere i requisiti previsti dal legge.

La licenzia autorizza la gestione, l’incasso e il recupero per conto di terzi di crediti insoluti in qualsiasi modalità di contatto con il debitore, nel rispetto delle norme vigenti, nonché l’espletamento dell’attività connesse. Le agenzie di recupero crediti in possesso di regolare licenza, inoltre, possono operare su tutto il territorio nazionale e non solo nella provincia in cui hanno ottenuto l’abilitazione, senza dover conseguire nuove autorizzazioni e senza dover disporre di ulteriori locali. Queste ultime sono sottoposte al controllo – preventivo e successivo – del Ministero dell’Interno, che richiede un’attenta e minuziosa verifica dei requisiti di onorabilità e professionalità degli amministratori e verifica l’andamento dell’attività corrente. Tutto ciò costituisce una garanzia di affidabilità sia per il creditore che per il debitore.

Desk Research – Recupero crediti e GDPR

QUALI SONO I VANTAGGI PER IL CREDITORE?

L’attività stragiudiziale svolta da Desk Reserch, inoltre, rappresenta per il creditore una soluzione più vantaggiosa, più rapida e meno costosa rispetto alla via giudiziale in quanto viene pagata a success fee, cioè a buon esito del risultato (a parte delle spese di istruttoria molto contenute), mentre l’attività legale deve comunque essere  pagata indipendentemente dal risultato finale. Un risparmio in termini di tempo e costo che tutela l’immagine aziendale e salvaguarda il rapporto con i clienti.

Quand’anche non dovesse andar a buon fine la fase stragiudiziale è possibile ricorrere alla fase giudiziale, solo dopo aver accertato che il debitore è realmente solvibile, con il supporto degli studi legali convenzionati con Desk Reserch.

Desk Research – Recupero crediti e GDPR

QUALI SONO LE TUTELE NEI CONFRONTI DEL DEBITORE?

Al tempo stesso l’attività di Desk Reserch viene esercitata nel rispetto del Regolamento UE del 27 aprile 2016, n. 679 (“GDPR”) e del Vademecum del Garante della Privacy dell’aprile 2016 “Privacy e recupero crediti, le regole per il corretto trattamento dei dati personali”, che ha indicato a quali principi si devono ispirare coloro che svolgono attività di recupero del credito, partendo dall’assunto che ogni attività “deve avvenire nel rispetto della dignità personale del debitore, evitando comportamenti che ne possano ledere la riservatezza a causa di un momento di difficoltà economica o di una dimenticanza”. 

Desk Reserch invita a diffidare dalle agenzie di servizi che esercitano l’attività di recupero credito senza alcuna licenza o che operano facendo ricorso a quelle prassi talmente invasive da indurre il Garante della privacy a considerarle illecite: visite a domicilio o sul posto di lavoro; reiterate sollecitazioni al telefono fisso o sul cellulare; telefonate preregistrate; invio di posta con l’indicazione all’esterno della scritta “recupero crediti” o “preavviso esecuzione notifica”, fino all’affissione di avvisi di mora sulla porta di casa.