Nel precedente articolo (Industria 4.0: normativa e agevolazioni), abbiamo affrontato l’esempio di come la normativa applicata a livello europeo per i sistemi aziendali, di fatto, direziona verso la riorganizzazione aziendale in base al modello finora descritto e come questo ricada economicamente sui rapporti intessuti tra i soggetti economici coinvolti.
In questo articolo, invece, tratteremo un altro esempio, quello delle agevolazioni sulla formazione come strumento utilissimo per l’abbattimento di importanti spese da stanziare per l’adeguamento alle normative vigenti e all’accrescimento delle competenze delle risorse aziendali.
FONDI INTERPROFESSIONALI
I Fondi Paritetici Interprofessionali nazionali sono organizzazioni atte a creare dinamiche associative tra le entità di rappresentanza dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori, il cui scopo è di promuovere e diffondere la formazione aziendale finanziata e continua dei lavoratori stessi.
L’adesione ai Fondi interprofessionali permette alle imprese di destinare una quota fissa pari allo 0,30% dei contributi versati all’INPS (anche detto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”) alla formazione e quindi alla crescita professionale dei propri dipendenti. I datori di lavoro avranno quindi la possibilità, tramite l’INPS, di trasferire tale contributo ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali. L’INPS provvederà dunque a finanziare le attività di formazione rivolte ai lavoratori delle imprese che hanno aderito in modo spontaneo. Nella maggior parte dei casi i progetti formativi aziendali non prevedono costi da sostenere per le aziende ma solo una grande opportunità di accrescimento delle competenze delle risorse impiegate in organico.
CREDITO D’IMPOSTA
Rivolto “a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano spese in attività di formazione (digitalizzazione e nuove tecnologie) è attribuito un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione“
Questo modello di Smart Service permette agli imprenditori di abbattere la gran parte dei costi per una formazione sempre più mirata delle risorse aziendali, a mantenere una compliance in riferimento alle normative vigenti (specie per ciò che concerne il Testo Uunico 81/2008 Salute e la Sicurezza sui luoghi di lavoro) e ad accrescere la competitività aziendale.


